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Faccio parte, come molti di voi, di quell’infinita schiera di internauti che alla sera prima di coricarsi, girano su e-bay in cerca di cose del passato che attirino la loro attenzione.
Ed è così che una decina di giorni fa, fra luccicanti cover di cellulari, macchine fotografiche digitali da 10 Megapixel, magliette griffate provenienti dalla Cina mi sono imbattuto in un gioco del Palio – pezzo unico, perciò rarissimo -. Dopo una lotta furibonda, ma leale, a colpi di offerte con un contradaiolo del BRUCO, sono riuscito ad aggiudicarmelo. Questo gioco, con mio grande stupore, si trovava non in Cina o in Mongolia, non in Patagonia o in Alaska, bensì a due isolati da casa mia, qui a Firenze. La persona che me lo ha venduto mi ha detto di averlo acquistato, a sua volta, cinque anni fa in un mercatino dell'usato a S. Casciano in Val di Pesa (FI). Avrebbe dovuto regalarlo alla propria ragazza senese per il compleanno, ma siccome ruppe quella relazione prima, finì per tenerselo. Dopo averlo dimenticato qualche anno in soffitta, ha deciso di disfarsene mettendolo all'asta, scatenando così una lotta tra due “malati” di Palio che se le sono conteso fino a tarda notte.
Non vi dico l’emozione che ho provato quando ho aperto per la prima volta la scatola. E mentre contemplavo tutti quei cavalieri colorati, adagiati sul fondo in attesa di essere rianimati dalla prossima carriera, ho pensato che fosse giusto condividerla con i visitatori del sito che spero mostrino un po’ di pietà nei confronti di questo bambino cresciuto. Eccovi dunque questi meravigliosi figurini di piombo lunghi 6 cm ed alti 2, dipinti a mano con amore anche se non sempre con perizia - il celeste dell’ONDA qui diventa quasi un blu, l’arancio del LEOCORNO si avvicina troppo al rosso della GIRAFFA o altre veniali inesattezze che saltano agli occhi come i giubbetti “con colori invertiti” di OCA, ONDA e BRUCO -.
Il tabellone è conservato molto bene anche se appare un po' inadeguato - pensate che ogni figurino occupa più di 3 caselle - a contenere tanta bellezza in movimento. Qualche dubbio che questi figurini ci azzecchino poco con il resto del gioco nasce anche leggendo il "contenuto della confezione" riportato nelle istruzioni. Lì si parla invece di "17 pedine riproducenti le Contrade..." Purtroppo il resto del materiale a corredo è mancante. Le regole, invece, sono molto articolate. Chi pensa ad un classico gioco dell’oca dovrà senz'altro ricredersi. A questo punto vi chiederete: << Quanti anni avrà?>> E qui casca l’asino perché stando al tabellone - le istruzioni sono state ricopiate dal vecchio manualetto passato a miglior vita (peccato) - potrebbe essere abbastanza recente, quindi avere non più di una ventina d'anni. Guardando invece ai figurini ed al materiale utilizzato per costruirli potremmo addirittura arrivare anche ad una cinquantina d'anni fa. Naturalmente nessun riferimento è riportato su scatola e tabellone.
Adesso non mi resta altro che giocarci con mia figlia Dafne, Margherita è ancora troppo piccola anche se sgambetta non poco quando vede allineate le 10 Contrade alla mossa…. Massimo Tinti, 21.09.2007
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