|
FRANCESCO BURRONI dal
Purgatorio al Paradiso.

E' con immenso
piacere che mi accingo a presentare l'ultima fatica di Francesco,
ossia un nuovo libro di sonetti in vernacolo senese fresco di
pubblicazione tenuto a battesimo da personaggi illustri quali Luigi
Oliveto e Fulvio Bruni. Le illustrazioni del libro sono state
disegnate da Enrico Martelloni. Alcuni di questi sonetti potrete anche
ascoltarli,
su questa pagina, recitati dallo scrittore in persona.
Francesco è un amico oltre che un prezioso collaboratore del nostro
sito, perciò ho ritenuto opportuno intervistarlo per farlo conoscere
ai nostri visitatori.
Francesco,
un nuovo libro di sonetti dopo tre anni……
<<Praticamente è la seconda puntata dell’altro “A rima
Incrociata” presentato il 9 Agosto 2005 nella Sala delle Vittorie ed
alla Trieste. Il libro ha avuto molto successo, ovviamente in ambito
senese. Circa 300 copie vendute in Fontebranda, un centinaio nelle
librerie e molti altri dati in omaggio alle consorelle. Il libro è
anche un mio biglietto da visita quando faccio films o programmi
televisivi o incontro qualcuno che può apprezzare il genere. Di
conseguenza anche qualcuno fuori di Siena conosce le nostre gesta e
quando viene mio ospite in Contrada mi chiede di presentargli
qualche personaggio del libro, in particolare il dottor Landini che
dai sonetti appare la figura più simpatica... cosa poi regolarmente
confermata dal vivo>>.
E’ una continuazione dell’altro o…………
<<Lo stesso giorno della presentazione dell’altro libro
composi un sonetto d’invito che trova ora posto in questa nuova
avventura editoriale. Poi ha vinto la Torre e io non ho smesso di
scrivere sonetti... anzi ogni bordata che veniva da Salicotto mi
dava lo spunto per ribattere punto su punto. Poi sai come la penso:
il Palio è un grande meraviglioso gioco dove ci sta di vincere e di
perdere... e chi perde non è che fa la vittima e si chiude in camera
a piangere o a battere il capo nel muro ma cerca di divertirsi
ugualmente riprendendo in giro quello che lo canzona>>.
Che cosa caratterizza questi sonetti, nel mezzo c’è stata una purga ed un
trionfo……
<<Il libro si divide in tre parti, proprio come la Divina
Commedia.... tanto per fare i modesti. Però non c’è l’inferno, cosa
che in Fontebranda non abbiamo mai conosciuto perché non siamo mai
stati 44 anni a digiuno, ma si va dal Purgatorio (2005 vittoria di
“quell’altri”) al Limbo del 2006 (l’anno di passaggio) al Paradiso
(vittoria del 2007) dove siamo saliti grazie soprattutto alle abili
strategie di “Foffo” Montigiani, il nostro compianto Capitano a cui
il libro è dedicato>>.
Che cosa succede nell'Oca?
<<Consentimi
di non entrare nel particolare ma di fare un discorso più in
generale che riguarda tutte le Contrade, all’interno delle quali ci
sono spesso delle... discussioni in famiglia, a volte anche molto
aspre. Questo però è sempre stato e sempre ci sarà, sia nella nostra
Contrada come in tutte le altre. D’altronde è abbastanza naturale, e
direi forse inevitabile, in queste singolari città-stato che sono le
Contrade di Siena, che riescono a mettere insieme persone così
diverse tra di loro per età, sesso, credo politico e ora anche per
etnia o colore della pelle. L’importante credo sia non perdere di
vista il fine stesso della Contrada che non è quello di dividere ma
di mettere insieme, di aggregare, di dar vita a una rete di
relazioni. Se non fosse così oggi non ne avremmo 17 ma qualche
centinaio. Trovo che le nostre Contrade siano un grande laboratorio
socio-politico-antropologico da portare come esempio. A Siena (a
differenza di molte altre parti del mondo... ahimè!) si dimostra
come persone, anche molto diverse tra di loro, possano convivere
serenamente insieme e anche arricchirsi le une con le altre. E’ poi
strutturale e naturale che in ogni Contrada, la grande famiglia o
tribù, si creino delle sottotribù, dei gruppi che per affinità
amicale, ideale o anagrafica stanno bene tra di loro, ma sempre
all’interno della tribù più grande. Ecco, ci sono appunto due
possibilità: la prima è che le sottotribù, per affermare la loro
identità, si facciano la guerra per prevalere sulle altre o peggio
per escludersi a vicenda, considerando che solo la propria visione
del mondo è quella giusta e che le altre sono di conseguenza da
eliminare. L’ altra invece è che ognuna, oltre che godere della
propria identità e dei propri valori, non solo rispetti ma trovi
interessante anche l’identità e i valori degli altri. Io
personalmente trovo veramente meraviglioso scendere in Contrada e
incontrare persone che probabilmente, in una vita "routinaria" e
normale, non incontrerei mai se non superficialmente. E così mi
incuriosisco della vita e del lavoro degli altri. Io, che non ho
figli, respiro in qualche modo le gioie (e le problematiche) di chi
ce li ha e magari posso giocare con i nostri cittini ai quali due
anni fa ho diretto la regia per Ondeon. Io, che ho una certa visione
politica, etica o filosofica della realtà, mi posso confrontare
anche con chi la pensa diametralmente all’opposto di me e magari
scoprire che su molte cose, al di là delle etichette o delle
ideologie, siamo invece perfettamente d’accordo. Posso incontrare
gli amici e le amiche ottantenni di mio padre e mia madre e così
sentirmi ancora sempre una sorta di grande famiglia vicino. Questo
credo sia anche il senso più profondo del concetto di tradizione: la
conservazione di quei valori positivi che sono principalmente
solidarietà e affetto tra i propri membri. E’ chiaro che non può
essere sempre il Paradiso in terra, ma penso che più ci si avvicina
a questi ideali e più in Contrada si sta bene, più ci se ne
allontana e meno ci si diverte>>.
Qual è il sonetto a cui sei più attaccato?
<<Direi “La Contrada è un po’ ruffiana” di pag. 82 che ha come
sottotitolo esplicativo - strategia per l’incremento delle nascite
-. Si racconta di come la Contrada, vista qui come un’entità, una
sorta di deità laica, si dia da fare per fare innamorare i ragazzi e
le ragazze e far nascere così altri cittini. Per cui organizza le
feste, procura il vino, stimola i canti e, per creare all’occasione
la giusta atmosfera, arriva addirittura a far saltare la luce del
lampione di quel... vicolino un po’ appartato. E mentre scrivo
questa nota, per la prima volta, penso che anche il mio babbo e la
mia mamma, tutti e due ocaioli, si sono senz’altro conosciuti in
questo modo e che quindi, se sono nato, lo devo anche a qualche
lampione rotto di vicolo del Tiratoio o dell’archino del Campaccio>>.
La tua Contrada ideale?
<<E’ appunto quella descritta nel sonetto precedente: un luogo
pieno di poesia e di calore umano. Tengo ancora impresse nel cuore
le immagini di quando, da cittino, le prime volte mi portavano alle
cene della prova generale... tutto quel vociare, quel parlare
allegro a voce alta, noi cittini che ci si rincorreva tra i tavoli,
poi i grandi che cantavano e il vino che scorreva. E dappertutto
un’aria di profonda serenità. Forse la Contrada è soprattutto
questo: riuscire, scendendo le nostre piagge, a ritornare ogni volta
bambini... pardon cittini>>.
Il sonetto, una sorta di linguaggio extratemporae fra
contradaioli?
<<Paragono il sonetto all’ex voto o a quei dipinti che raffigurano
la corsa in una breve e concisa immagine unica dell’arrivo con tutti
i cavalli e i fantini racchiusi nello spazio di pochi colonnini. Il
sonetto è un po' questo, un quadretto molto sintetico che celebra
una festa o una vittoria o che racconta le vicende della Contrada.
Oggi imperversano a centinaia le immagini fotografiche di ogni
momento di vita della Contrada, ma la fotografia in sé e per sé per
quanto bella raramente diventa arte e rimane spesso un documento un
po’ freddino. Nel sonetto invece, come in un dipinto, c’è il
racconto, la descrizione, ma insieme a questo c’è un qualcosa di più
nascosto che l’autore vuol farci vedere. E’ la magia della poesia e
dell’arte in genere che non ci regala solo l’immagine della realtà
ma anche quella del poeta e che permette al lettore di fare a sua
volta il suo piccolo o grande sogno>>.
Lascia un saluto particolare ai visitatori di ocaioloextramoenia.
<<Intanto c’è il sonetto di pag. 98 www.auguri.com composto proprio
per festeggiare il compleanno del sito, con tutte rime bizzarre in
om em um im am. Però mi par giusto lasciare i lettori del sito con
un ulteriore ricordo: uno “stornello col fiore”>>.
Fior di verbenia
si collegano anche in Oceania
al sito ocaioloextramoenia !
Massimo Tinti,
25.06.2008
Francesco Burroni
dal
Purgatorio al Paradiso
tre
anni in Fontebranda 2005 – 2007
sonetti
in vernacolo senese

edizioni “Il Leccio”
Chi volesse acquistare il libro direttamente
dall'autore può scrivere al seguente indirizzo:
francescoburroni@improvvisazione.it
Il costo
è di €. 15,00 + € 5,00 di spese di spedizione (per fuori Siena).
La
presentazione avvenuta il 25 giugno al TEATRO DEL COSTONE

Francesco con Margherita Fusi

Francesco, Margherita Fusi, Barbara
Toti e Fabio Landini

Fulvio Bruni

Francesco e Checco Vannoni

Francesco, Margherita e Barbara
OCAIOLOEXTRAMOENIA.COM
Il
sito sul PAPERONE e sul Palio di Siena
|