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Ecco
perché l'Oca può anche rischiare di non correre mai nel 2008 L'articolo pubblicato la scorsa settimana ha aperto ulteriori porte alla questione che, direttamente, si riallaccia all'attuale situazione che sta vivendo Fontebranda. In particolare è opportuno tornare su due articoli del Regolamento del Palio: il comma 7 dell'art. 14 («Il Priore, pur essendo in carica il Capitano, può in ogni caso assumere le funzioni per singoli atti, operazioni o adunanze»); il 13 («il Capo ed il legittimo rappresentante della Contrada» è il Priore). Se si vanno a miscelare questi due articoli con le norme previste dallo Statuto dell'Oca (quello approvato nell'aprile 1988) ci trova di fronte ad un panorama, ancor più intricato di quello che si poteva presumere un paio di mesi fa, e che porta, o porterebbe, alla conclusione finale dell'esclusione dell'Oca per i Palii del 2008. Opportuno andare con ordine, e con estrema attenzione, per dar modo ai nostri tre quotidiani lettori di assimilare l'intricato concatenarsi di norme ed interpretazioni. Iniziamo con lo Statuto dell'Oca e l'attuale figura, il Maestro della Signoria, che tiene in mano le sorti, attuali e future, della Contrada. L'articolo 36 dispone che «La Signoria assume il Governo della Contrada nel caso di vacanza della Sedia Direttiva»; l'articolo 39, comma 1; recita: «Il Maestro della Signoria, in caso di vacanza della carica di Governatore, ne assume temporaneamente le funzioni, fino a nuove elezioni». Nel regolamento attuativo dello Statuto (art. 3) si riconfermano le mansioni della Signoria: «Nel caso di vacanza dell'intera Sedia Direttiva, secondo quanto stabilito dall'articolo 36 dello Statuto, la Signoria assume il governo della Contrada; in tale periodo dovrà provvedere al disbrigo dell'ordinaria amministrazione, in attesa della ricomposizione della Sedia». Questo intreccio di norme interne della Contrada fa emergere il ruolo del Maestro della Signoria quale elemento che mantiene le redini dell'ordinaria amministrazione ed è il traghettatore, attraverso nuove elezioni, verso il nuovo Governatore. In altri termini, il Maestro della Signoria può svolgere solo il compito di "mandare avanti la Contrada" fino al nuovo governo interno. Come abbiamo visto il Regolamento del Palio riconosce nel Priore il "capo e legittimo rappresentante della Contrada", a tal punto che lo stesso può, con il Capitano in carica, assumere qualsiasi funzione anche in presenza di "operazioni o adunanze". Questi primi rilievi dove ci portano? Ci portano ad affermare che, per il Comune di Siena, il Maestro della Signoria non è il "capo e legittimo rappresentante della Contrada", perché il suo ruolo, così come indicato dallo Statuto dell'Oca e del relativo regolamento attuativo, è di sola rappresentanza interna per il "disbrigo dell'ordinaria amministrazione". Ma esistono ben altri rilievi sull'argomento. La prima data che per il Comune di Siena ha un certo rilievo è quella del 15 maggio. Entro questa data, infatti, qualsiasi Contrada, così come previsto dal comma 2 dell'art. 6, deve comunicare per scritto la sua eventuale rinuncia a partecipare al Palio di Provenzano, in previsione dell'estrazione del 25 maggio. Il Maestro della Signoria non può assolutamente pensare di firmare una lettera del genere, anche per evitare che, tra un paio di mesi, qualche piazzetta del rione di Fontebranda porti il suo nome. Ma all'estrazione del 25 maggio l'Oca può risultare assente, senza che scattino problemi, o provvedimenti, che la riguardino. Infatti, la rappresentanza di qualsiasi Contrada non è obbligatoria e non può causare alcunché, proprio perché non viene intaccata la rinuncia prevista dall'art. 6. In altri termini se il Maestro della Signoria è assente il 25 maggio non accade nulla, tant'è che, come prevede il terzo comma dell'art. 21, izyno, nelle vesti di Presidente dell'adunanza, «sostituisce di diritto i rappresentanti delle Contrade che sono assenti» e questo nel caso in cui il rappresentante dell'Oca venisse chiamato ad estrarre una delle tre Contrade che avrebbero diritto a correre per Provenzano. E fin qui tutte le procedure non implicano alcuna ... turbativa. Ma se l'Oca venisse estratta, potrebbe correre il Palio di Provenzano? Per rispondere alla domanda dobbiamo analizzare quale data, secondo il Regolamento del Palio, è decisiva. E la data è quella del 31 maggio (comma 2 dell'art. 12), termine entro il quale ciascuna Contrada è obbligata a comunicare «al Comune la formazione del proprio seggio», un passaggio regolamentare che l'Oca, attraverso il suo Maestro della Signoria, non può soddisfare. Ed allora, per rispondere alla domanda se l'Oca, una volta estratta per Provenzano, possa o meno correre il Palio si aprirà un capitolo troppo delicato ed importante per la storia del Palio, specialmente nel periodo che va dal 26 al 31 maggio. Ma chi può creare questa situazione di "imbarazzo regolamentare"? Può crearla solo la Contrada undicesima estratta, in virtù di quanto previsto dall'ultimo comma dell'art. 22, e in base a delle semplici considerazioni che dovranno trovare, nelle argomentazioni di legali che sappiano interpretare benissimo il Regolamento del Palio, la chiave di lettura vincente. Perché? Perché l'Oca, estratta per correre il Palio, non possiede il "capo e legittimo rappresentante della Contrada" riconosciuto a tutti gli effetti dal Comune di Siena, in quanto il Maestro della Signoria può svolgere, all'interno della stessa Contrada, solo operazioni di normale amministrazione, ma non può rappresentarla a tutti gli effetti davanti ad una normativa amministrativa. Ad esempio la nomina, da sottoporre ad approvazione del Comune, dei mangini e del barbaresco non rientra nelle operazioni di normale amministrazione. E se l'Oca non uscisse il 25 maggio? Tutte le problematiche slitterebbero per agosto, ma queste resterebbero inalterate, anche se anticipate essendo l'Oca tra le 7 Contrade a correre di diritto il palio di agosto. C'è, effettivamente, una soluzione per vedere tranquillamente il giubbetto di Fontebranda tra i canapi, almeno per quello di agosto, se non estratta a luglio. Una soluzione molto semplice, ma che richiede quel senso di capacità necessaria per avvertire il pericolo che la Contrada sta correndo sotto, ma proprio sotto, il tufo. Insomma, un passo indietro da parte di tutti, prima che si inneschi l'irrimediabile. - tratto da "www.sunto.biz" del 14 aprile 2008 -
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